Tutte le docenze di: Elena Gigante

Venerdì 15

4

Sezione

Inizio
14:30
Fine
19:00
BOX 7
DOVE Centro Colombo
Via Cristoforo Colombo 116 Roma
AULA 7
DOCENTI elena gigante sipgi
francesco scarito sipgi
Abitare il campo. Una griglia fenomenologica relazionale come ponte fra neuroscienze e psicoterapia
Il workshop propone un’esperienza formativa e riflessiva basata su una griglia fenomenologico- relazionale studiata dagli autori come strumento clinico e di supervisione, nato dall’integrazione tra neuroscienze affettive, teoria dei sistemi motivazionali, approccio fenomenologico-gestaltico e psicoterapia del campo.
La griglia offre una mappa dinamica per leggere i processi terapeutici non come sequenze di tecniche, ma come movimenti di regolazione incarnata tra terapeuta e paziente. Attraverso l’analisi di brevi frammenti clinici rivisitati in assetto di supervisione e momenti esperienziali, i partecipanti esploreranno i sette passaggi della griglia — dall’atmosfera affettiva di fondo alla risignificazione nel presente — in relazione ai principali network cerebrali (Default Mode, Salience, Executive). L’obiettivo è promuovere un modo di “abitare” la clinica più che di interpretarla, restituendo al terapeuta il ruolo di testimone incarnato e co-regolatore del campo affettivo e relazionale.

Sabato 16

8

Sezione

Inizio
14:30
Fine
19:00
BOX 16
DOVE Centro Colombo
Via Cristoforo Colombo 116 Roma
AULA A
DOCENTI mirko antoncecchi igp
alessandro cini igf
valentina fortunati barlacchi igf
elena gigante sipgi
isadora martino igp
Co-costruzione di una visione comune: “Il futuro della formazione Gestaltica”
Formare un terapeuta della Gestalt richiede un lavoro attento, vivo e articolato. Fare ricerca sulla didattica e lasciarsi sorprendere da ciò che emerge trasforma il modo di guardare la formazione. Diventano centrali alcuni aspetti: come ci si incontra, come si abita il ruolo, cosa passa nella relazione tra chi insegna e chi apprende. Formare terapeuti gestaltici significa tenere insieme tradizione e innovazione, perché il terapeuta del futuro possa essere radicato nella presenza e nella relazione, e capace di muoversi con competenza e creatività tra neuroscienze, corporeità, comunità e contesti complessi. La plenaria vuole aprire uno spazio di pensiero e confronto condiviso, per interrogare ciò che sostiene la formazione, ciò che la ostacola e le direzioni possibili per il suo futuro.