Tutte le docenze di: Isadora Martino

Sabato 16

6

Sezione

Inizio
09:00
Fine
13:30
BOX 12
DOVE Centro Colombo
Via Cristoforo Colombo 116 Roma
AULA 7
DOCENTI mirko antoncecchi igp
isadora martino igp
Guarire il trauma: dal congelamento alla presenza
Il workshop propone un’esperienza formativa dedicata al lavoro clinico con il trauma alla luce dell’approccio gestaltico e delle più recenti prospettive neuro-fenomenologiche. Verrà approfondito come gli eventi traumatici possano generare interruzioni del contatto, restringimenti dell’esperienza e veri e propri stati di congelamento dell’organismo, in cui la vitalità e la capacità di orientarsi nel campo relazionale si bloccano per garantire la sopravvivenza.
Attraverso momenti teorici, esperienziali e di riflessione condivisa, esploreremo i processi che permettono di trasformare queste cristallizzazioni in nuove possibilità di movimento, auto-sostegno e presenza incarnata. Porteremo l’attenzione sulla qualità del contatto, sull’ascolto bottom-up dei segnali corporei, sulle micro-interruzioni dell’esperienza e sui modi in cui il terapeuta può favorire sicurezza, regolazione e integrazione.
Il percorso sarà co-condotto in un clima di cura e delicatezza, con l’obiettivo di offrire ai partecipanti strumenti per il lavoro clinico, educativo e comunitario, oltre che per il proprio cammino personale. Guarire il trauma viene così inteso come un movimento profondamente relazionale: un ritorno al corpo vivo, al contatto con l’ambiente e alla possibilità di essere presenti a sé e all’altro, affinché la persona possa tornare a sentirsi intera, radicata e capace di prendere pienamente parte alla propria esperienza.

Inizio
14:30
Fine
19:00
BOX 16
DOVE Centro Colombo
Via Cristoforo Colombo 116 Roma
AULA A
DOCENTI mirko antoncecchi igp
alessandro cini igf
valentina fortunati barlacchi igf
elena gigante sipgi
isadora martino igp
Co-costruzione di una visione comune: “Il futuro della formazione Gestaltica”
Formare un terapeuta della Gestalt richiede un lavoro attento, vivo e articolato. Fare ricerca sulla didattica e lasciarsi sorprendere da ciò che emerge trasforma il modo di guardare la formazione. Diventano centrali alcuni aspetti: come ci si incontra, come si abita il ruolo, cosa passa nella relazione tra chi insegna e chi apprende. Formare terapeuti gestaltici significa tenere insieme tradizione e innovazione, perché il terapeuta del futuro possa essere radicato nella presenza e nella relazione, e capace di muoversi con competenza e creatività tra neuroscienze, corporeità, comunità e contesti complessi. La plenaria vuole aprire uno spazio di pensiero e confronto condiviso, per interrogare ciò che sostiene la formazione, ciò che la ostacola e le direzioni possibili per il suo futuro.