Tutte le docenze di: Anna Maria Acocella

Venerdì 15

2

Sezione

Inizio
09:00
Fine
11:00
BOX 3
DOVE Polo Didattico
Piazza Oderico da Pordenone, 3 Roma
AULA 13
DOCENTI anna maria acocella ipge
Corpi in dialogo, comunità in divenire
Un’esperienza gestaltica ed espressiva che invita a esplorare il corpo come luogo di incontro e di dialogo profondo. In uno spazio protetto e creativo, i-le partecipanti saranno guidati-e a muoversi tra sé e l’altro, tra presenza e confine, attraversando il campo relazionale per co-creare, nel qui e ora, un senso vivente di comunità in divenire. Sperimentare come la comunicazione corporea, il ritmo relazionale e l’ascolto profondo possano generare uno spazio di comunità dinamico e autentico, capace di accogliere il conflitto e trasformarlo in dialogo. Il corpo è chiamato ad abitare la soglia tra l’io e l’altro, tra separazione e incontro. Portatore di memorie, desideri e limiti, diventa il luogo in cui la comunità prende forma: non come statico senso di appartenenza, ma come processo in divenire, campo vivo di trasformazioni possibili.

Inizio
14:30
Fine
19:00
BOX 6
DOVE Centro Colombo
Via Cristoforo Colombo 116 Roma
AULA A
DOCENTI anna maria acocella ipge
stefano crispino iga
claudia montanari aspic
oliviero rossi ipge
giovanni salonia HCC Kairos
Laboratorio Esperienziale a più voci “La figura del terapeuta nella relazione”
Nell’incontro terapeutico, ci sono momenti, in cui ciò che conta non è più soltanto ciò che si fa, ma come si è. È in quello spazio vivo, sottile e condiviso, che prende forma la relazione. Questo laboratorio nasce proprio da qui: dal desiderio di esplorare la presenza del terapeuta come parte integrante, sensibile e co-creativa del campo relazionale. Attraverso il dialogo tra tre prospettive – teorica, esperienziale e riflessiva – ci muoveremo insieme in un percorso che invita a sostare nel qui e ora, ad affinare l’ascolto, a riconoscere ciò che accade tra sé e l’altra persona mentre accade. La figura del terapeuta verrà accolta non come ruolo da interpretare, ma come presenza incarnata: capace di lasciarsi toccare, di risuonare, di scegliere con intenzionalità. Una presenza che oscilla, con delicatezza, tra partecipazione e chiarezza, tra coinvolgimento e consapevolezza. Sarà uno spazio in cui sperimentare, sentire, pensare insieme. Uno spazio in cui la relazione non si studia soltanto, ma si vive. Pensata per chi desidera approfondire il ruolo del terapeuta come parte attiva e consapevole del processo di co-creazione della relazione.

Sabato 16

6

Sezione

Inizio
09:00
Fine
11:00
BOX 13
DOVE Polo Didattico
Piazza Oderico da Pordenone, 3 Roma
AULA 6
DOCENTI anna maria acocella ipge
Il mio nome: non solo lettere
Nel contesto del desiderio di comunità, questo laboratorio offre uno spazio esperienziale per esplorare il proprio nome come luogo di dialogo tra storia e presente, tra ciò che ci è stato dato e ciò che scegliamo di essere oggi. Attraverso pratiche di Gestalt Espressiva (voce, gesto, movimento, relazione), ci avvicineremo al nome non come etichetta, ma come segno vivente di appartenenza, trasformazione e contatto. Il gruppo diventa campo di risonanza, dove ogni persona può essere chiamata per ciò che è ora, e non solo per ciò che è sempre stata. L’esperienza favorisce un processo di riconoscimento reciproco e di integrazione del proprio “nome sentito”, anche nelle sue trasformazioni possibili.

Inizio
11:30
Fine
13:30
BOX 15
DOVE Polo Didattico
Piazza Oderico da Pordenone, 3 Roma
AULA 5A
DOCENTI anna maria acocella ipge
Appartenersi: corpi, confini e comunità
Un laboratorio di Gestalt espressiva che utilizza il corpo, il movimento e le stoffe come strumenti per esplorare la relazione tra confine, identità e appartenenza. A partire dal contatto con il proprio corpo e la propria postura, i partecipanti lavoreranno con stoffe di diverse forme, consistenze e colori, per creare spazi simbolici: rifugi, confini mobili, ponti, nodi, veli. Nel lavoro gestaltico-espressivo, la stoffa permette di sentire il proprio spazio, esprimere il confine, entrare in contatto con l’altro in modo corporeo ma non invasivo. La stoffa è materia viva: accoglie, avvolge, separa, connette. È confine e rifugio, gesto e relazione. Tessere, annodare, piegare, coprire, scoprire…Ogni gesto è un linguaggio. Attraverso gesti corporei e relazionali, il tessuto diventa un’estensione del sé: protegge, separa, unisce, veste, scopre. La proposta permette di esplorare il confine personale e la relazione con l’altro anche attraverso il linguaggio non verbale; dare forma visibile e concreta al proprio “spazio” interno/esterno; trovare modi nuovi di abitare la relazione nel rispetto e nella co-creazione e facilitare, li dove sarà possibile, un senso di comunità incarnata e consapevole.