Un laboratorio di Gestalt espressiva che utilizza il corpo, il movimento e le stoffe come strumenti per esplorare la relazione tra confine, identità e appartenenza. A partire dal contatto con il proprio corpo e la propria postura, i partecipanti lavoreranno con stoffe di diverse forme, consistenze e colori, per creare spazi simbolici: rifugi, confini mobili, ponti, nodi, veli. Nel lavoro gestaltico-espressivo, la stoffa permette di sentire il proprio spazio, esprimere il confine, entrare in contatto con l’altro in modo corporeo ma non invasivo. La stoffa è materia viva: accoglie, avvolge, separa, connette. È confine e rifugio, gesto e relazione. Tessere, annodare, piegare, coprire, scoprire…Ogni gesto è un linguaggio. Attraverso gesti corporei e relazionali, il tessuto diventa un’estensione del sé: protegge, separa, unisce, veste, scopre. La proposta permette di esplorare il confine personale e la relazione con l’altro anche attraverso il linguaggio non verbale; dare forma visibile e concreta al proprio “spazio” interno/esterno; trovare modi nuovi di abitare la relazione nel rispetto e nella co-creazione e facilitare, li dove sarà possibile, un senso di comunità incarnata e consapevole.