Come si inscrive il desiderio di comunità in un quadro di diversità? In che modo è possibile appartenere senza perdere la propria unicità, conservando la peculiarità e reggendo il rischio del dialogo? Ma se dialogo cosa cambia in me?
Il conflitto è un territorio di incontro o di scontro? Se sentiamo il rischio ci si attivano le difese, ...ma cosa rischiamo davvero nelle differenze? E quali differenze sentiamo più rischiose? L'eccitazione è sostenibile? Su questi interrogativi affronteremo il tema del convegno, a partire dalla difficoltà di incontro con la differenza e cercheremo di esplorarli in maniera esperienziale, possibilmente divertendoci (chissà se sarà possibile...). Partiremo giocando. Un gioco serissimo, che coinvolgerà tutti i partecipanti.
Poi lavoreremo sul dare un senso all’accaduto, leggendo il processo del gioco come riflesso del processo in essere nella nostra comunità Gestaltica. Lo siamo? Una comunità…. E se non lo siamo, cosa ci serve per esserlo?
Sarà un laboratorio di azione e riflessione. Per poterlo condurre occorrono almeno 10 partecipanti, al massimo 40, disposti a giocare molto seriamente. Occorre uno spazio abbastanza ampio e la possibilità di muoversi nello spazio.
Occorre il coraggio di correre il rischio di farsi influenzare.