Quando l’irrealtà ci pervade, non abbiamo la percezione di chi siamo e di dove stiamo andando. Ci sentiamo estranei al mondo circostante e non sappiamo trovare un ‘nostro’ mondo. Allagati dall’inconscio e dall’ansia dell’esistere ci si sente ‘persi’ e preda dell’angoscia. In un’ottica gestalt analitica questa perdita di senso rappresenta non solo un sintomo ma l’interruzione del flusso dell’esperienza. Si cercherà di far entrare i partecipanti in contatto con il loro senso dell’esistere attuale. Sperimentare come le perturbazioni influenzino la percezione di noi stessi e possano modificare come ci muoviamo nel mondo, spingendoci a trovando soluzioni nuove, realizzare nuove/diverse relazioni. Il perturbante porta alla fuga o alla ricerca dell’altro? Ci apre all’esperienza rendendo più permeabile il confine o lo irrigidisce impedendo il fluire nutriente del ciclo di contatto? I partecipanti potranno entrare in contatto con i propri simboli dell’inconscio dando ad ognuno di essi un significato, sia all’interno della Psiche Oggettiva che della Psiche Individuale. L'obiettivo sarà quello di individuare un elemento interno che ci ancori a noi stessi, a ciò che scaturisce dall’inconscio, per non farci più sentire estranei nel mondo.