Tutte le docenze di: Filomena Petrazzuolo

Venerdì 15

4

Sezione

Inizio
14:30
Fine
16:30
BOX 8
DOVE Polo Didattico
Piazza Oderico da Pordenone, 3 Roma
AULA 7A
DOCENTI filomena petrazzuolo igat
Il peso dell’anima, psicoterapia come psicostasia: viaggio Gestaltico nel cuore dell’esperienza
“Quanto pesa l’anima in psicoterapia?” non è una questione di grammi, ma di vissuti, traumi, desideri, e verità che spesso restano sepolte. Se vogliamo giocare con la metafora, l’anima in psicoterapia pesa tanto quanto il dolore che portiamo, la speranza che ci muove, e la trasformazione che cerchiamo.
In termini psicologici l’anima può essere vista come il nucleo dell’identità, la parte più profonda e autentica di noi. In psicoterapia, si lavora per alleggerire il “peso” dell’anima: quello fatto di ferite emotive, schemi disfunzionali, divieti incorporati e conflitti interiori. Il “peso” si manifesta in sintomi come ansia, depressione, attacchi di panico, o semplicemente un senso di smarrimento. In terapia, l’anima si esplora, si ascolta, si accoglie. Si alleggerisce quando si dà voce a ciò che è rimasto in silenzio. Si fortifica quando si integra il dolore con la consapevolezza. In un’epoca in cui il disagio psichico si manifesta spesso come frammentazione dell’identità e perdita di senso, la psicoterapia della Gestalt offre uno spazio di contatto autentico con l’anima, intesa come nucleo profondo dell’esperienza umana. Il “peso dell’anima” non è una misura fisica, ma una metafora della densità emotiva, relazionale e simbolica che ogni individuo porta con sé. Questo workshop propone un’esplorazione fenomenologica e esperienziale del concetto di anima nella pratica gestaltica, dove il corpo, l’emozione e la consapevolezza si intrecciano per dare forma al vissuto. Attraverso esercizi di consapevolezza, dialoghi terapeutici e riflessioni teoriche, i partecipanti saranno invitati a riconoscere le polarità che abitano l’anima — dolore e desiderio, vuoto e pienezza, radicamento e slancio — e a sperimentare come il contatto possa alleggerire, trasformare e integrare. Il modello gestaltico, con la sua attenzione al “qui e ora”, alla responsabilità personale e alla co- creazione del significato, si rivela uno strumento potente per accogliere il peso dell’anima e accompagnarla verso una forma più leggera e vitale.

Sabato 16

8

Sezione

Inizio
14:30
Fine
16:30
BOX 18
DOVE Polo Didattico
Piazza Oderico da Pordenone, 3 Roma
AULA 5B
DOCENTI filomena petrazzuolo igat
Rinascere dal morso: lo stigma femminile tra rito, corpo e consapevolezza Gestaltica
Lo stigma femminile, inscritto nei secoli nel corpo e nel linguaggio delle donne, continua a manifestarsi come una ferita collettiva che limita la possibilità di autodeterminazione, di libertà espressiva e di piena appartenenza a sé stesse. In molte culture mediterranee, le pratiche rituali tradizionali — come il tarantismo o le danze di guarigione — hanno rappresentato inconsapevoli forme di resistenza: spazi liminali in cui il corpo femminile, stigmatizzato come debole, folle o pericoloso, trovava invece un canale di trasformazione, liberazione e riconoscimento comunitario. All’interno di una prospettiva gestaltica, tali pratiche possono essere reinterpretate come processi esperienziali di awareness, in cui il contatto con il sentire corporeo e con l’emozione repressa diventa via di integrazione, crescita e riappropriazione di senso. La danza, il gesto e il ritmo diventano quindi strumenti terapeutici per restituire al corpo il suo valore di linguaggio primario, creativo e relazionale, capace di generare nuove possibilità di espressione.
Il percorso di emancipazione femminile, letto attraverso il dialogo tra tradizione e psicoterapia, si configura come un rito contemporaneo di rinascita: un cammino che conduce dal morso dello stigma alla pienezza della presenza, dall’adattamento passivo alla potenza dell’essere consapevolmente e liberamente donna.