Nel nostro tempo, attraversato da conflitti locali e globali, la psicoterapia non può più limitarsi alla cura del singolo individuo, isolato dal proprio contesto. La salute psichica e relazionale è profondamente intrecciata alla salute della comunità: quando la comunità globale è ferita, anche l’individuo ne porta i segni. L’impotenza appresa, il cinismo, la rimozione empatica o la razionalizzazione diventano difese diffuse, che si riflettono tanto nel privato quanto nel collettivo, generando paralisi morale e perdita di agency.
Come psicoterapeuti gestaltici siamo chiamati ad abitare questo spazio complesso: non solo testimoni, ma anche facilitatori di processi trasformativi che riguardano il singolo, i gruppi e la comunità allargata. Il workshop intende aprire una riflessione esperienziale sul conflitto come possibilità di incontro e di ridefinizione di appartenenza, esplorando il legame tra la dimensione micro (la stanza di terapia) e la dimensione macro (la società globale).
Attraverso esercitazioni esperienziali, lavori di gruppo e momenti di dialogo, proporremo ai partecipanti un percorso che intreccia strumenti clinici e pratiche di peacebuilding, con l’obiettivo di sviluppare consapevolezza e competenze utili ad affrontare i conflitti come occasioni di crescita e non solo come minacce. L’intento è quello di rafforzare la capacità dei terapeuti di sostenere le persone, i gruppi e le comunità nella costruzione di relazioni giuste, resilienti e creative, in grado di rispondere alla crisi del presente senza spegnere il desiderio di comunità.