Tutte le docenze di: Enrico Moretto

Venerdì 15

2

Sezione

Inizio
09:00
Fine
13:30
BOX 3
DOVE Polo Didattico
Piazza Oderico da Pordenone, 3 Roma
AULA 10
DOCENTI enrico moretto sipgi
chiara scognamiglio sipgi
Dalla frammentazione alla connessione: costruire sicurezza relazionale nel gruppo
In un tempo in cui il senso di appartenenza si intreccia con la paura della perdita di sé, il desiderio di comunità emerge come tensione viva tra bisogno di contatto e bisogno di confine. Nella prospettiva della psicoterapia della Gestalt integrata, questa dinamica viene esplorata non solo a livello relazionale e fenomenologico, ma anche attraverso la comprensione dei processi neurofisiologici che sostengono le risposte di stress e di trauma. Il workshop propone un’esperienza radicata nella teoria del campo e del confine-contatto, integrata con gli apporti della Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (PNEI), che evidenzia come il corpo e il sistema nervoso siano coinvolti nella formazione dei legami e nella gestione del conflitto. Quando il trauma interrompe la fluidità del contatto, il corpo attiva strategie di sopravvivenza – iperattivazione, chiusura o ritiro – che influenzano il modo di stare in relazione e di percepire l’altro come risorsa o minaccia. La PNEI offre una cornice di comprensione dell’unità mente- corpo, mostrando come l’esperienza relazionale possa modulare il sistema nervoso, endocrino e immunitario, creando le condizioni interne per sicurezza, regolazione e apertura al gruppo. Attraverso esperienze corporee, diadiche e di gruppo, i partecipanti saranno accompagnati nell’osservazione del proprio modo di “stare insieme”: i movimenti spontanei di avvicinamento o distanza, le reazioni legate alla percezione del limite, gli schemi di protezione che emergono quando l’altro tocca zone sensibili o traumatiche della propria storia. L’obiettivo è favorire il riconoscimento delle proprie risposte implicite, trasformando la memoria traumatica in possibilità di contatto autentico e di co-creazione. Il gruppo diventerà organismo vivo in cui sperimentare il nascere e l’evolversi del senso di comunità, sostenuti da un setting che valorizza sicurezza, consapevolezza e auto-regolazione. Il workshop si propone come laboratorio di consapevolezza esperienziale e riflessiva, in cui la teoria gestaltica incontra la PNEI: il corpo diventa luogo di ascolto, il confine diventa spazio di incontro, e il trauma diventa movimento verso nuova appartenenza. Questo passaggio – dall'ascolto dell'impronta corporea all'utilizzo consapevole del corpo come risorsa relazionale – si rivela particolarmente efficace nel lavoro con i disturbi di personalità, dove le memorie somatiche spesso si manifestano attraverso sintomi, acting-out o interruzioni croniche del ciclo del contatto. Nel gruppo, questi segnali diventano linguaggio da decodificare e opportunità per sperimentare il completamento di cicli rimasti incompiuti: il corpo non è più solo archivio del trauma, ma laboratorio di nuove possibilità. Allo stesso modo, nelle tematiche legate alla sessualità, il lavoro integrato permette di passare dal corpo vissuto come oggetto di vergogna, prestazione o disconnessione, al corpo abitato come soggetto di desiderio, piacere e autenticità. L'intimità viene risignificata attraverso l'esperienza diretta: il gruppo diventa spazio sicuro dove il corpo può sperimentare gradazioni di vicinanza, esposizione e ritirata, riprendendo cicli di contatto interrotti da esperienze traumatiche e trasformando memorie somatiche di minaccia in nuove esperienze di sicurezza e riconoscimento reciproco.