Tutte le docenze di: Enrichetta Spalletta

Sabato 16

7

Sezione

Inizio
11:30
Fine
13:30
BOX 15
DOVE Polo Didattico
Piazza Oderico da Pordenone, 3 Roma
AULA 5B
DOCENTI enrichetta spalletta aspic
Fenomenologie di coppia: integrazione di parole, emozioni e corporeità nel dialogo relazionale al confine del contatto
Nel laboratorio vengono proposte alcune applicazioni di un approccio gestaltico integrato per lavorare con le coppie. La spinta a stabilire legami affettivi è radicata nella nostra evoluzione, nel nostro corpo, nei nostri geni. Se, da un lato la relazione emotiva con persone significative risulta fondamentale per la vita stessa, l’attuale percezione di fragilità dei legami incute insicurezza. La tensione tra gli opposti desideri di stringere legami e al tempo stesso mantenerli allentati, leggeri, flessibili, mette, oggi più di sempre, uomini e donne in un circuito vizioso di disperante precarietà. L’incontro tra due alterità è libero da vincoli di prevedibilità, regolarità, certezze. Il senso di incertezza che ne deriva trova sollievo nell’accettazione dell’impossibilità di predire, prevenire, accelerare o ritardare il futuro, nel flusso organismico della consapevolezza, nell’incontro tra due individualità, al confine del contatto. Il laboratorio propone attivazioni ed esperienze che permettono di sperimentare in prima persona interventi che alle coppie vengono proposti nelle varie fasi del processo di aiuto. Cosa osserviamo, a livello manifesto, Qui e Ora, in questa coppia? Come sono arrivati a questo punto? Come si percepiscono e come rappresentano la loro sofferenza, qual è la loro narrazione del problema? Cosa facciamo di ciò che emerge nel gioco di figura-sfondo, nella ricorsività delle loro danze interattive? Quali sono le risorse, presenti o da attivare, che consentono l’accesso, momento per momento, a vissuti di apertura, disponibilità, accessibilità, affidabilità, prevedibilità, alla base del contatto intimo? Quali segnali di attivazioni autonomiche ci dicono qual è il grado di sicurezza che i partner stanno sperimentando, e, quindi, in che misura sono aperti all’esplorazione? I partner vengono accolti in un setting, luogo sicuro, in cui poter riconoscere le proprie paure, esprimere i propri bisogni, le emozioni, confliggere, assumere la responsabilità e scegliere tra più opzioni di risposta. Ognuno cerca il contatto con l’altro, portando in sé in segni delle esperienze precoci, delle ferite, di ruoli e copioni con cui incarna la propria narrativa esistenziale, creando un gioco di proiezioni reciproche, che interrompono la sintonizzazione profonda. Quando, in seduta, il passato si fa presente vengono facilitati collegamenti tra le reazioni attuali e la propria storia di vita, facendo emergere ricorsività che, altrimenti, resterebbero inconsapevoli, con la sperimentazione nel qui e ora, delle riparazioni possibili. Quando si arriva a realizzare che l’altro non è al mondo per guarire le proprie ferite, la relazione si apre al contatto autentico, intimo. In un’ottica processuale e con la mediazione di tecniche gestaltiche, psicocorporee, creativo-espressive, vengono proposti attraversamenti esperienziali, volti all’espressione e all’affermazione di preferenze, interessi, scelte individuali, sogni, bisogni, desideri, contrasti e divergenze, arrivando a sentire che la relazione è un contenitore in cui tutto questo può accadere. Potenziando la qualità, la frequenza, la fluidità degli scambi tra i partner, possono gestire creativamente le dissonanze empatiche e le interruzioni difensive, fatte di critica, disprezzo, silenzio, distanza. Ristabilire nel presente il contatto reciproco, con tutti i sensi, consente alla spontaneità di ritrovare il proprio spazio di libertà nella relazione. La sicurezza del legame consente i vissuti di separatezza e i comportamenti indipendenti, così come facilita la vicinanza e l’intimità, la sintonizzazione e la riparazione delle disconnessioni. Più elevata è l’insicurezza, maggiore la difficoltà di fronteggiare le fisiologiche evoluzioni e i cambiamenti. Regolazione della distanza e della vicinanza: l’osservazione di gesti, narrative corporee, ci indica la facilità o la difficoltà di accedere sia alla vicinanza intima, senza paura di dispersione fusionale, sia alla separatezza, senza attivazioni abbandoniche. La libertà di appartenere e di allontanarsi fa parte dell’esperienza di una sicurezza in sé, della consapevolezza del confine, dell’assunzione del proprio perimetro di responsabilità. Individuare, descrivere e sperimentare la ricorsività dei cicli interattivi, osservare come i conflitti nella coppia nascono e si mantengono, quali bisogni non sono soddisfatti, avvia la scoperta di nuovi modi per esprimerli e soddisfarli, verso la costruzione di una visione condivisa. Alla conquista dello stato dinamico di disillusione ottimale, in cui amarsi, ridere, litigare, collaborare, co-creare, lottare, sostenersi, progettare, esplorare, appassionarsi.