Sappiamo che nel nostro lavoro, non possiamo mai prescindere da noi stessi eppure a volte, in modo istintivo o per processi interni irrisolti, attiviamo movimenti difensivi, di proiezione o di evitamento, che ci portano a scollarci da noi stessi e di conseguenza dall'altro. Perché perdiamo aderenza al nostro sé autentico? E come facciamo a incontrare l'altro con verità e onestà, se mentiamo a noi stessi per coprire zone oscure? Correre il rischio di rimanere in relazione con l'altro, senza maschere e sovrastrutture, è un'esperienza meravigliosa e difficile allo stesso tempo e permette ai pazienti di muoversi meglio per cercare la propria verità.
Ogni individuo è veramente libero, quando può smettere di scappare da sé stesso. Solo così può presentarsi nella relazione d'aiuto in maniera autentica, segnando la strada per favorire l'autenticità nell'altro.