“Ora vorrei realizzare me stesso. Ma in che modo, se non diventando un pianeta popolato di vite intelligenti? Non è questo il fine di ogni uomo?” Kahlil Gibran.
“Essere ciò che si è e diventare tutto ciò che si può diventare è l’unico scopo della vita”. Così scriveva Seneca in una delle famose Lettere a Lucilio. Nel pensiero orientale, lo svadharma indica il compito esistenziale unico di ciascuna persona, dove la più intima e piena individuazione della propria unica natura intrinseca implica una profonda riconnessione anche con il mondo esterno, rendendo possibile esprimere le proprie potenzialità, contribuendo in massima misura anche al bene collettivo.
I processi di progettualità, costruzione e sviluppo del proprio percorso lavorativo, formativo e di altre attività importanti, aprono ad uno scambio reciproco con esperienze conoscitive di sé. Tale processo, a partire da quanto emerge in termini di bisogni lavorativi, relazionali, sociali, spirituali, favorisce la consapevolezza circa i modi in cui si stabiliscono priorità, si mettono in atto delle interruzioni oppure si attivano adattamenti creativi, per rispondere alle richieste esterne, contingenti mantenendo o meno fedeltà ai propri bisogni realizzativi profondi.
Nel nostro incedere esistenziale e lavorativo, eventi, bisogni, situazioni, richieste attivano gestalt diverse che possono rendere difficile legittimare e valorizzare la propria vocazione e l’attuazione delle proprie potenzialità.
Essere equanimi (Seneca, Plotino), in armonia con il proprio daimon (Socrate), predisporsi all’indifferenza creativa e al vuoto fertile valorizzati da Fritz Perls, sono modi ereditati come fonte di ispirazione. L’aver cura di sé e del proprio “sé” contribuisce all’autosostegno nell’attraversare anche periodi e momenti conflittuali, caotici e potenzialmente fuorvianti, mantenendo una continuità interiore nel passaggio attraverso vari contesti, ruoli, eventi, facendone esperienza nel contesto di “macro-gestalt” e delle fasi del ciclo di vita e dei propri scopi esistenziali nel loro compiersi.
Questo workshop è ideato dunque come momento in cui volgere lo sguardo verso la propria interiorità, ponendosi in ascolto e prendere contatto con aspirazioni di realizzazione personale, dedicando cura al proprio sé. Verranno proposte esperienze auto-esplorative, di presenza e consapevolezza, avvalendosi anche di tecniche di scrittura e narrazione di sé e alcuni strumenti, anche lavorando su un tema progettuale, un’attività, riconosciuta come importante per la propria realizzazione, sviluppando idee, priorità, possibili azioni creative e di evoluzione personale attuale e futura.