In questo workshop, la fotografia viene utilizzata come strumento di mediazione fenomenologica, con l’intento di fare contatto con le immagini di sé e di trasformare l’osservazione passiva in un dialogo attivo ed in continuo mutamento. Ai partecipanti è richiesto di portare 3 fotografie cartacee, scegliendole tra quelle con un particolare legame emotivo. Le immagini possono essere specchi dinamici, che permettono di riappropriarsi di alcune esperienze della propria storia, favorendo nuovi significati ed una visione più fluida ed integrata della propria identità attuale. L’immaginazione e l’incontro con l’Altro saranno gli strumenti per creare nuovi legami con la propria storia e con la responsabilità delle scelte passate, con uno sguardo che ha il sapore di gratitudine e di alleanza con sé stessǝ. La scelta dei tre scatti è l’inizio di un processo, in cui alcune parti di sé emergono da uno sfondo di ricordi, emozioni e relazioni. Esplorando come quelle immagini risuonano emotivamente nel "qui e ora", lavoreremo sulla consapevolezza sensoriale e sul vissuto corporeo che le foto evocano e trasformeremo le immagini con parole e colori, come forme artistiche di espressione di sé.