Antarā. Questa parola sanscrita, che letteralmente indica lo - spazio tra - segna l’ingresso, il confine e il passaggio. Antarā è lo spazio in cui la forma non regge più e il possibile non ha ancora un nome. Non è accompagnare fuori dalla soglia. È sostare. Perché nel punto di massima tensione il vivente può trovare nuove forme di sé.
Questo workshop prende vita da un progetto di ricerca scientifica avviato da un gruppo di psicoterapeutə della Gestalt e allievə in training. Esso indaga il modo in cui, nel sistema Organismo–Ambiente, la rabbia retroflessa agisce sul corpo, lo attraversa e lo fa vibrare nella forma del cosiddetto “sintomo”.
Daremo corpo all’esperienza di attraversamento di Gestalt irrisolte, legate a situazioni “territoriali” in cui la persona sente un’invasione o il mancato ottenimento di qualcosa. In uno spazio e in un tempo protetti, esploreremo la possibilità di far emergere e trasformare l’inibizione, la repressione e la retroflessione della rabbia in aggressività (nell’accezione latina del termine ad gredior = andare verso). Andare verso è un atto intenzionale: indica un movimento in direzione di un luogo. Invita ad abitare la soglia, quel territorio vivo e instabile in cui le forme abituali vengono meno e nuove possibilità iniziano ad essere percepite, divenendo nominabili. Antarā è un percorso orientato alla presenza. Sostiene il sostare, affinché la tensione possa trasformarsi in possibilità e la possibilità in forma. Il gruppo diventa così un campo condiviso in cui l’esperienza individuale trova risonanza nell’altro e l’attraversamento emotivo si fa gesto consapevole, relazione, scelta.